Storia polizia locale PDF Stampa E-mail

Disciplina normativa generale

La fonte principale è costituita dalla legge 7 marzo 1986 n.65 (Legge-quadro sull'ordinamento della polizia municipale. ) e dal decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 che tra le varie funzioni trasferite alle Regioni, contempla anche disposizioni in materia.

La polizia municipale è sottoposta alle direttive del sindaco del comune in cui esplica le sue funzioni, tra le quali polizia edilizia, urbana, rurale, del commercio, ambiente e, per la polizia provinciale, oltre ad altri compiti, anche ambiente, stradale, caccia, pesca ecc.; interviene in tutti i casi in cui vengono violate le norme statali delegate agli enti locali, regioni, province o comuni.
Le funzioni della polizia municipale sono specificate, oltre che dalla summenzionata legge quadro, dal d.P.R. 616/1977 relative alla materia «polizia locale urbana e rurale» che concernono le attività di polizia, svolta nell'ambito del territorio comunale e che, ai sensi del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, non siano proprie delle competenti autorità statali attribuite dalla Costituzione e dalle leggi di attuazione.

Requisiti per l'assunzione in ruolo

La nomina del personale della polizia municipale avviene attraverso concorso pubblico, deliberato dalla giunta del comune.

Ê anzitutto necessaria, per coloro che non abbiano prestato il servizio militare obbligatorio, la frequentazione del corso di abilitazione all'uso delle armi da fuoco presso un poligono di tiro gestito dal Tiro a segno nazionale, al fine di conseguire la stesse a seguito del superamento con esito positivo del corso medesimo. Non vi sono limiti per l'immissione a ruolo di operatore di polizia municipale per gli obbiettori di coscienza, con attribuzione della qualità di agente di pubblica sicurezza.
Il contratto di lavoro è generalmente a tempo indeterminato. Tuttavia in alcune località turistiche vengono banditi concorsi per l'assunzione a tempo determinato di tipo stagionale o part-time. I requisiti generali per l'assunzione sono quelli previsti dalla normativa statale sul personale dipendente degli enti locali e viene applicato il CCNL Regioni ed autonomie locali.

Nella fattispecie per essere assunti nella polizia municipale, secondo il CCNL di comparto:

Per la categoria C:

  • È richiesto il diploma di maturità superiore quinquennale;
  • Salvo rare eccezioni, è di solito richiesto il possesso della patente di guida di categoria B per autovetture; in molti bandi di concorso è richiesto anche il possesso della patente A per la conduzione di motocicli; in alcune località marine e lacuali, in aggiunta può essere richiesto il possesso della patente nautica;
  • È necessaria la cittadinanza di un paese dell'Unione Europea e la conoscenza della lingua italiana.

Per l'accesso in categoria D, quella in cui sono inquadrati i comandanti, gli istruttori direttivi ed i coordinatori, è necessaria la laurea in giurisprudenza, economia o scienze politiche. Questo è un requisito di recente introduzione: prima della c.d. riforma Brunetta del 2009, potevano accedere in categoria D - tramite concorso interno - anche dipendenti non in possesso di laurea.[2]

Armamento

Il decreto del Ministero dell'Interno 4 marzo 1987 n. 145 (Norme concernenti l'armamento degli appartenenti alla polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza), modifiato dal d.m.341/1989, stabilisce le modalità di porto e detenzione e il tipo di armamento che può essere adottato con regolamento dl consiglio comunale ed è per esclusiva difesa personale dell'operatore titolare dell' autorizzazione.
Inoltre, ai sensi dell'art. 8 del d.m. 4 marzo 1987 n. 145 agli operatori di polizia municipale è consentito il porto dell'arma, secondo i rispettivi regolamenti comunali, oltre il territorio del comune ove fanno servizio, nei comuni in cui svolgono compiti di collegamento tra le frazioni e rappresentanza, e comunque per raggiungere dal proprio domicilio il luogo di servizio e viceversa.
Tuttavia,la scelta di armare o meno il corpo/servizio è rimessa alla potestà decisionale del Consiglio comunale che provvede con proprio regolamento in relazione all'esigenza di difesa personale, assumendosi le responsabilità verso terzi per i danni prodotti dal dipendente.

Lo stesso d.m. 145/1987 individua nella “tessera di riconoscimento” della polizia municipale un sostitutivo di una comune licenza di porto d'armi, soggetta a rinnovo annuale previo accertamento del permanere dei requisiti stabiliti per il rilascio del porto d'armi. Non è consentito all'operatore della polizia municipale, come per gli operatori dei corpi di polizia dello Stato, portare armi non previste dalla legge nazionale e secondo le modalità stabilite dai rispettivi regolamenti locali.

La circolare del Ministero dell'Interno n. 557/PAS/3418-10100(1) del 07 marzo 2006[3], chiarisce che la polizia municipale non può detenere armi e "strumenti di autodifesa" senza la licenza del Ministero dell'Interno, senza incorrere nel delitto previsto e punito ai sensi dell’art. 28 TULPS. ("Strumenti di autodifesa destinati all’armamento dei corpi armati e di polizia"). La licenza ex art. 28 T.U.L.P.S. è ora altresì richiesta per la fabbricazione, l’importazione e l’esportazione, la detenzione, la raccolta e la vendita degli specifici strumenti, definiti “di autodifesa”, destinati all’armamento dei Corpi armati e di polizia.

La Commissione consultiva centrale per le armi di cui all'art. 6 legge 18 aprile 1975 n. 110 ha determinato che le cosiddette mazzette di segnalazione sono armi proprie comunicando, attraverso il Ministero dell'interno – Dipartimento della pubblica sicurezza – Ufficio per l'amministrazione generale – Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e sociale n.557/PAS.12982(10) 8 datata 29 marzo 2011, le procedure di cui all'art. 4 legge 110/1975 come conseguenti l'adozione di questo strumento. Sullo stesso argomento vedasi anche quanto stabilito in merito alle bombolette di gas OC con parere del gabinetto del ministro n. 17119/110 del gennaio 2006.[4]

L'approvazione ad ausiliario della Pubblica sicurezza, per chi non ha svolto il servizio militare, consente la frequentazione del corso di abilitazione all'uso delle armi da fuoco presso i Tiro a Segno Nazionale, che rilasciano l'abilitazione a seguito del superamento con esito positivo del corso medesimo, a patto che il Ministero della difesa recepisca, se l'operatore ha svolto il servizio di leva come obbiettore, la richiesta di regredire dal non utilizzo delle armi.

L'arma assegnata dal comune secondo le modalità stabilite con regolamento dell'Ente, a norma del d.m. 4 marzo 1987 n. 145 può essere portata nell'ambito del territorio di appartenenza anche al di fuori del servizio quando questo è espressamente previsto dal regolamento approvato dal consiglio comunale che si fa carico degli effetti civili dell'utilizzo dell'arma da parte del proprio dipendente.

Targhe degli autoveicoli in dotazione

Targa automobilistica della Polizia Locale

Le targhe per i veicoli utilizzati dai corpi di polizia locale (provinciale e municipale) sono state adottate con decreto 27 aprile 2006 n. 209 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Queste targhe hanno dimensioni e foggia analoghe a quelle civili, sebbene i caratteri alfanumerici abbiano dimensioni più piccole delle targhe normali, e portano inoltre la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, sopra la numerazione progressiva. Quest'ultima per le autovetture è del tipo "YA 000 AA" dove la lettera "Y" è fissa mentre i restanti caratteri saranno progressivi. Il lotto inaugurale con la combinazione YA 000 AA è stata attribuita alla provincia di Ancona avvenuta in data 19 gennaio 2009.

Le targhe per i motocicli di polizia locale sono di forma quadrata, con numerazione progressiva del tipo "YA 00000" disposta su due righe, dove la lettera "Y" è fissa. Riportano la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, tra le due righe della numerazione.

Vi sono tuttavia in circolazione molti veicoli ancora dotati di normali targhe "civili". Questo è dovuto al fatto che essi sono stati immatricolati prima dell'adozione delle nuove targhe oppure, sebbene nuovi, trattasi di veicoli a noleggio, di proprietà quindi di una società finanziaria e pertanto non immatricolati ad uso esclusivo di polizia (requisito necessario per l'apposizione delle targhe "polizia locale"); essi saranno destinati ad essere "spogliati" degli allestimenti di polizia e reimmessi sul mercato una volta scaduto il contratto di leasing

La polizia municipale è disciplinata a livello nazionale dalla succitata legge 65/1986. Poiché questo ambito comprende materie di competenza legislativa sia statale che regionale, la legge quadro è integrata in ogni regione da leggi specifiche che disciplinano, ad esempio, gli aspetti relativi ai distintivi di grado, la foggia delle uniformi e dei mezzi di servizio.

  • Il 3 maggio 1957 papa Pio XII, con suo Breve apostolico, nominò San Sebastiano patrono della polizia municipale: "Che in Italia sono preposti al rispetto dell'ordine pubblico". La festa ricorre il 20 gennaio di ogni anno...
  • N.b. ricorre altresì la festa Patronale del Comune di Capodimonte

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